Interviste

Giorgia Bressan: natura, vintage, acquerello e tanta fantasia…

28 Giugno, 2020
Giorgia Bressan

In pieno lockdown, curiosando sui profili social di “Io e la mia mamma” siamo venute a conoscenza di un progetto che ci ha molto colpite: l’acquisto di una maglietta a scopo benefico, il cui ricavato sarebbe andato interamente all’Ospedale di Portogruaro per l’acquisto di mascherine e gel igienizzante. 

La t-shirt conquista per il disegno impresso: una donna circondata da quadrifogli… non abbiamo potuto non acquistarla, ma l’idea ci è talmente piaciuta da spingerci a contattare Giorgia Bressan, autrice dell’illustrazione, che ha accettato di raccontarci la nascita di questo bellissimo progetto e molto altro…

Giorgia Bressan

“Durante la quarantena mi è capitato di confrontarmi con Serena, un’amica e titolare di un salone di Portogruaro, nonché designer la cui mente è sempre in movimento. Aveva appreso parlando con alcuni medici che l’Ospedale di Portogruaro avrebbe avuto un gran bisogno di dispositivi di sicurezza anche oltre il periodo del “lockdown”, e mi ha chiesto di pensare ad un soggetto per una t-shirt che potesse aiutarci a raccogliere fondi con questa finalità.

Io le ho proposto un tarocco simile a quelli che ispiravano alcuni manifesti affissi nelle capitali europee nei primi del ‘900. La protagonista del disegno è una sorta di “dea fortuna” che aleggia in un cielo di polvere di stelle circondata da quadrifogli, l’elemento vegetale porta fortuna che non poteva mancare… 

A questa iniziativa, che ha avuto un grande successo, hanno poi aderito con entusiasmo diverse attività commerciali di Portogruaro: Centro StileLe Conturbanti – Athos – Io e la mia mamma

La maglietta ci aveva già conquistate dal disegno, ascoltando la storia raccontata da Giorgia l’abbiamo amata ancora di più. 

E adesso vogliamo raccontarvi un po’ di più su Giorgia Bressan…

Quando hai deciso di diventare illustratrice? 

Ho sempre desiderato fare un lavoro creativo e non convenzionale, ma la passione e la consapevolezza necessarie per compiere un passo come questo si sono fatte strada un po’ per volta, negli anni. 

Dopo la laurea in Design della moda (2008) ho trascorso qualche anno di gavetta negli uffici stile, sperando di ottenere un giorno un lavoro come stilista, finché sono stata assunta da un’azienda di abbigliamento nel 2011. 

La frustrazione che ho provato in quegli uffici, dove avevo la percezione che lo “stile” e la creatività venissero uccisi ogni giorno e dove svolgevo un lavoro che non mi stava piacendo, mi ha fatto decidere di compiere questo passo.

Dove trovi l’ispirazione? 

Quando lavoro a progetti con delle tempistiche generose, e posso investire del tempo in fase di ricerca, mi piace andare ai mercatini perché per me sono una fonte inesauribile di sorpresa. Andare a caccia di tesori in mezzo a oggetti di cui qualcuno ha voluto liberarsi è sempre stato affascinante per me. Spesso guardando gli oggetti del passato mi vengono in mente ricordi che non sapevo di custodire, curiosità per oggetti che mi sembra di conoscere anche se non li ho mai posseduti e non fanno più parte della nostra vita quotidiana. 

Cosa ami disegnare? 

Piante, foglie, fiori sono tra le cose che più mi piace rappresentare, che si tratti di disegni realistici o fantastici. Penso che in qualche modo si percepisca, perché le illustrazioni vegetali sono quelle per cui ricevo in assoluto più complimenti. 

La tua palette preferita? 

Il mio colore preferito è sempre stato l’azzurro/turchese, e mi piacciono molto anche tutte le sfumature che lo conducono al verde.

Parlando di palette, mi piacciono gli abbinamenti azzardati e acidi, in bilico tra l’affascinante psichedelia e il kitsch inguardabile.

Dove nasce la tua passione per la botanica e l’eco sostenibilità? E come influenza il tuo lavoro?

Trovo difficile rimanere indifferente di fronte alla grandezza della Natura, e trovo impossibile operare ogni giorno delle scelte con ripercussioni sul mondo intero senza coscienza etica. 

In un mondo di consumismo sfrenato, in cui gli oggetti sono creati per non durare nel tempo, la passione per la moda e gli oggetti vintage è stata per me una salvezza. 

Da bambina ero spesso a stretto contatto con la natura, e quando ho vissuto in città soffrivo vedendo le distese di cemento soppiantare sempre di più gli spazi verdi. 

Anche in quella situazione ho cercato di circondarmi di presenze vegetali: terrazze fiorite, orti sul balcone, soggiorni traboccanti di piante di ogni tipo. Il giardinaggio è molto terapeutico e può dare soddisfazioni veramente inaspettate.

Negli anni, anche per questa mia passione, mi sono capitate diverse collaborazioni ispirate al mondo vegetale, e adesso qualche cliente mi chiama dicendomi: “Mi servono dei disegni di piante, quindi ovviamente ho pensato a te!”

Donna e artista: due “status” che sei riuscita a coniugare o farsi strada nel mondo dell’arte in quanto donna è stato complicato?

Il mondo delle arti visive è molto competitivo, in ogni suo ambito (performance, design, grafica, illustrazione, fotografia…) e sia per le donne che per gli uomini. 

Spesso per lavorare in questi settori si indossa una maschera, in una gara a chi interpreta il personaggio più interessante, visionario o alternativo a tutti i costi. 

Per me la sfida più grande è riuscire a fare il mio lavoro rimanendo fedele alla mia persona e alle mie priorità.

Per scoprire il suo mondo, i suoi lavori e molto altro visita il sito 

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